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[Genova] 8 militanti condannati per il corteo del 30/11/2010

Domenica 19 Maggio 2013 14:21 Riccardo Laterza
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Mercoledì 15 maggio il tribunale di Genova ha condannato 8 militanti del movimento studentesco per il corteo del 30 novembre del 2010. Quel giorno migliaia di studenti hanno sfilato per le vie di Genova, bloccando il traffico per ore in protesta contro la riforma Gelmini.

A distanza di 3 anni gli attivisti sono stati condannati con pene da 8 a 14 mesi per resistenza aggravata e resistenza. È doveroso sottolineare, come emerso dalle testimonianze, che la polizia non diede alcun avviso dell’imminente carica. Nelle motivazioni della sentenza infatti la spiegazione del pubblico ministero Mazzeo è stata: “Si tratta di un provvedimento desueto e comunque, con tutti i tagli che devono subire le forze dell’ordine probabilmente non avevano neppure la possibilità di portarsi dietro un megafono”. Ora, ci chiediamo: le forze dell’ordine possono spendere migliaia di euro in telecamere, lancia-lacrimogeni, granate cs, ma un megafono costa troppo?

Nelle prossime settimane inizieranno anche altri processi a militanti che erano impegnati nella difesa della scuola pubblica e contro l’austerità e la crisi economica.

Da questi processi si evince il tentativo da parte della magistratura e delle forze di polizia di criminalizzare i movimenti che hanno “osato” portare nelle piazza italiane un giusto dissenso contro una situazione divenuta ormai invivibile!

Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza è un dovere

 

Unione degli Studenti Genova

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Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia: le iniziative sui territori

Venerdì 17 Maggio 2013 09:17 Riccardo Laterza
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Il 6 maggio 2013, il Senato Accademico dell'Università degli Studi di Padova, grazie al costante lavoro de Il Sindacato degli Studenti e il Collettivo Anteros, ha approvato l'istituzione del doppio libretto universitario per gli studenti e le studentesse transgender, col quale si assicura a chi cambia identità sessuale durante il corso di laurea di poter contare su un doppio binario amministrativo che riconoscesse l’identità eletta. In questo modo, si è finalmente garantito un accesso meno discriminatorio alle persone trans nel mondo della conoscenza.

Il passaggio da un sesso ad un altro è un momento molto delicato nella vita della persona che ha intrapreso questa scelta. La burocrazia e la sua ovvia rigidità spesso è causa di notevoli problemi per queste persone, che sono quotidianamente vittime di discriminazioni transfobiche.

L'Università, come luogo di formazione e come istituzione pubblica, deve essere in prima linea sulla lotta alle discriminazioni agendo sia sul contrasto sia sulla prevenzione. Per raggiungere questo scopo è necessario che i Centri Unici di Garanzia prevedano appositi programmi di tutorato, che non lascino solo lo studente o la studentessa nell’affrontare situazioni (presentarsi ad un esame, ad un colloquio con un docente,o in segreteria,con un nome che non corrisponde al sesso rivelato dal proprio aspetto fisico, domande indiscrete da parte di docenti, altri studenti, personale tecnico-amministrativo, ecc.) che si rivelano molto spesso spiacevoli e denigranti.

 

L'ateneo di Padova è il quarto in Italia a vedere questa possibilità, sebbene similari rivendicazioni siano state portate avanti da studenti ed associazioni LGBTQI in diverse parti d'Italia. Come studenti e studentesse impegnati a garantire la più totale libertà di espressione nel mondo della conoscenza, continuiamo a chiedere che iniziative come questa si moltiplichino in tutto il Paese.

Per questo, le studentesse e gli studenti della Rete della Conoscenza, in vista della Giornata Internazionale contro l'Omofobia e la Transfobia del 17 maggio ed in continuità con quanto già fatto finora, promuoveranno iniziative in diverse realtà territoriali.

 

Il percorso di sensibilizzazione sul tema dell'omo-transfobia, infatti, passa attraverso proposte e misure concrete, come appunto il già citato doppio libretto. Il 17 maggio, quindi, sarà soltanto un’ulteriore occasione di riflessione perché, differentemente dalle istituzioni e da alcune sigle studentesche, non ci siamo mai limitati ad esprimere solidarietà quandunque avvenisse un evento particolarmente spiacevole, ma abbiamo da sempre cercato di interpretare il disagio per dare una risposta tangibile.

 

In questo filone di attività si inserisce la fotopetizione Doppiamente esigenti”, grazie alla quale si darà spazio alla volontà delle singole persone di manifestare, mettendoci la faccia, dando, così, il proprio sostegno all’iniziativa del doppio libretto.

 

Alcune iniziative per il 17 maggio:

 

 

 

Torino - Ore 14, Via Sant'Ottavio 20 (Atrio di Palazzo Nuovo) "Ogni bacio una rivoluzione" a cura del Collettivo AlterEva

(https://www.facebook.com/events/475707445841757/?ref=ts&fref=ts)

 

Pisa - Ore 18, Piazza Cavalieri - "Allinclusive -Generi Identità”

(https://www.facebook.com/events/197770940374512/)

 

Latina - Ore 17, Piazza del Popolo - “Liberi di essere, liberi di amare”

(http://www.facebook.com/events/433598126736056/?ref=3)

 

Foggia - Ore 18, Piazza Cesare Battisti - "L'unica vera malattia da curare? L'omofobia”

(https://www.facebook.com/events/363306790435459/?notif_t=plan_user_invited)

 

Nardò (Le) - Ore 19.30, Piazza Mazzini - "No omofobia

(https://www.facebook.com/events/103181586555857/)


Bari, ore 16.00, a Palazzo di Città Conferenza Stampa di inaugurazione dell'Ufficio del Comune di Bari a cura del tavolo tecnico LGBTQI

 


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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 17 Maggio 2013 09:54 )
 

8 Maggio: la Rete in piazza con Antigone

Mercoledì 15 Maggio 2013 21:52 Riccardo Laterza
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In data 8 Maggio la Rete della Conoscenza, insieme agli altri promotori della campagna "Tre leggi per la giustizia e i diritti", a Bari, Roma, Milano, Padova, Torino, Lecce, Bologna e in tante altre città ha promosso la raccolta firme per le tre proposte di legge di iniziativa popolare contro la Tortura, per la legalità nelle Carceri e per la modifica alla legge sulle droghe.
Più di 2.000 studenti e studentesse in quella giornata hanno firmato per sostenere le proposte, esprimendo l'esigenza di ripensare al sistema di diritti, tutele e giustizia sociale vigente in Italia. La sensibilità ed il sostegno raccolti finora mostrano quanta sia la voglia di parlare dei temi e dei problemi reali che producono emarginazione, repressione ed ingiustizia e a cui oggi la politica deve dare risposta immediata.

Anche per questo il nostro impegno non si ferma e l'8 ed il 26 giugno saremo in numerosissime piazze di Italia per continuare la nostra opera di sostegno alla campagna.

Per tutti gli aggiornamenti segui la Rete della Conoscenza sul sito o su Facebook (https://www.facebook.com/pages/Rete-della-Conoscenza/135290899853354) o l'Associazione Antigone (https://www.facebook.com/associazioneantigone)

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[LINK] 21 e 22 maggio: al CNSU vota indipendente!

Mercoledì 15 Maggio 2013 21:20 Riccardo Laterza
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Il 21 e 22 maggio sono in programma, in tutti gli atenei italiani, le elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU).


Come abbiamo spiegato qualche settimana fa, attraverso queste
riflessioni, Link - Coordinamento Universitario ha deciso di presentarsi alle elezioni attraverso la costruzione di una lista non identitaria, per mettere al centro di questa candidatura i problemi più importanti dell'università italiana, le proposte e le rivendicazioni che le studentesse e gli studenti hanno discusso e portato in piazza nelle mobilitazioni studentesche degli ultimi anni.

Tante sono state le associazioni, i collettivi e le realtà territoriali che hanno risposto al nostro appello pubblico verso il Cnsu e, sulla condivisione di pratiche e di proposte concrete, abbiamo costruito la candidatura della lista Studenti Indipendenti Liste Indipendenti LINK, una candidatura di rottura che prova ad uscire dagli ormai classici schemi del Cnsu, a partire dal programma elettorale, costruito dal basso e tutt'ora work in progress.


La lista nasce nei territori


Studenti Indipendenti - Liste Indipenenti LINK partendo dalle diverse esperienze territoriali. Ci candidiamo al CNSU per mettere a sistema le buone esperienze di rappresentanza che abbiamo costruito nei nostri atenei e valorizzarle anche a livello nazionale. Con questa lista vogliamo creare forme di collegamento tra gli eventuali eletti nel CNSU e gli studenti degli atenei del collegio di riferimento, per dare voce alle differenti problematiche territoriali degli atenei e del diritto allo studio regionale e per ridurre la distanza tra i pochi rappresentanti a Roma e le migliaia di studenti negli atenei, problema insito nella modalità di elezione del CNSU.


E' una lista indipendente


Indipendente perché nasce fra studenti e studentesse che non rispondono a nessun partito, nessun governo, nessun privato, nessuna lobby clientelare e religiosa. Indipendente perché ogni decisione viene presa in assemblee pubbliche e aperte al contributo di chiunque voglia far parte del nostro progetto. Indipendente perché non abbiamo altro fine se non quello di impedire lo smantellamento dell’università pubblica e del diritto allo studio. Indipendente perché crediamo che la rappresentanza sia un mezzo e non un fine, per cui il nostro progetto non sarà mai a disposizione di nessun interesse personale o personalistico di qualcuno.


Difende l’università dai processi di distruzione e smantellamento


Studenti Indipendenti - Liste Indipendenti è formata dalle studentesse e gli studenti che in questi anni hanno riempito le strade e le piazze delle città contro la Riforma Gelmini e contro i provvedimenti di taglio e di distruzione dell'università pubblica e del diritto allo studio. Nei nostri atenei rappresentiamo gli studenti in tutti i luoghi interni ed esterni alle università in cui ci è permesso farlo, portando sempre la voce di chi vive davvero l'università. Ci siamo battuti per difendere i diritti degli studenti e trasformare l'università con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione e vogliamo continuare a farlo anche all'interno del CNSU.



Il sito ufficiale della lista è www.listeindipendenti.it



La Pagina Ufficiale della lista è https://www.facebook.com/StudentiIndipendentiListeIndipendentiLink?fref=ts

LEGGI:

Programma elettorale

Versione commentabile

I nostri candidati


Il 21 e 22 maggio scegli di votare Indipendente nel tuo ateneo, per costruire un'altra idea di università pubblica, finanziata e di qualità libera dagli interessi di baroni, privati, lobby e governi!

 

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Combattere la violenza a partire da scuole e università

Martedì 14 Maggio 2013 16:37 Riccardo Laterza
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La violenza sulle donne è tornata nelle ultime settimane alla ribalta mediatica dopo l'intervista rilasciata dalla Presidente della Camera sul sessismo e le minacce di cui sono oggetto le donne, anche e soprattutto quando ricoprono ruoli di responsabilità e visibilità pubblica.


Sull'Huffington Post è uscita un'anticipazione circa una task force contro la violenza di genere interministeriale articolata su tre ambiti: (1) una nuova legge sulla violenza, in cui sono incluse anche le vittime di omofobia e transfobia e in cui sono previste norme a favore delle donne migranti, (2) una migliore applicazione delle norme esistenti, (3) prevenzione della violenza attraverso azioni di sensibilizzazione, informazione e inclusione sociale. Su quest'ultimo aspetto è prevista una collaborazione con il MIUR sia attraverso corsi di formazione ai docenti per riconoscere la violenza, sia per diffondere una cultura di genere tra gli studenti e le studentesse. Il pregio principale di questa proposta è quello di uscire dallo schema securitario con il quale spesso si affronta il tema, senza scendere nella profondità dell'argomento.

 

Le scuole e le università possono essere davvero i luoghi da cui può partire un forte cambiamento da questo punto di vista, ma perché ciò accada le cose devono cambiare radicalmente.

In primo luogo occorre stroncare ogni forma di violenza, di sessismo, di mobbing all'interno dei luoghi della formazione. Pare paradossale ma proprio i rapporti asimmetrici, che sono strutturali nel nostro sistema dell'istruzione, rendono scuola e università luoghi in cui alcuni comportamenti, invece di essere condannati, vengono coperti. Per questo chiediamo la presenza di figura come le consigliere di fiducia, norme di comportamento chiare su questi temi e per questo siamo promotori dell'istituzione del doppio libretto per gli studenti e le studentesse in transito in tutti gli Atenei.

 

Secondariamente è necessaria una formazione specifica per i docenti e le docenti. Spesso le scuole e le università sono teatro di atto di bullismo con connotazioni razziste, omofobe, sessiste e in molti casi, anche tragici, emerge chiara l'incapacità dei docenti di comprendere la situazione e di intervenire. Nella formazione del docente o della docente dovrebbe essere fondamentale la capacità di agire per stroncare sul nascere episodi di bullismo e mobbing e di comprendere quando lo studente o la studentessa vive situazioni di violenza dentro e fuori dai luoghi della formazione, capacità che oggi è totalmente lasciata alla sensibilità del singolo docente o del singolo direttore scolastico.

 

Accanto a tutto ciò esiste però un aspetto più profondo e che interseca fortemente il ruolo dei saperi nella società. Nelle scuole e nelle università si insegnano ancora oggi saperi che sono in gran parte patriarcali, eurocentrici ed eteronormativi. Le donne compaiono sui libri di storia, di letteratura, di arte e di filosofia solo con l'Ottocento, relegando all'oblio anche quelle autrici che hanno lottato contro la società in cui vivevano, come Christine de Pizan o Artemisia Gentileschi. L'omosessualità di personaggi illustri del passato viene spesso taciuta. L'educazione ad un uso sessuato della lingua, alla valorizzazione delle differenze, il pensiero femminista, le teorie non compaiono proprio nei programmi scolastici e sono spesso relegati ad argomenti secondari in quelli universitari.

Nell'ultimo anno due episodi hanno attirato l'attenzione su questi temi. Il primo è la lettera di molte studiose che contestavano i programmi indicati dal MIUR per il concorso dei docenti poiché in tutto il programma era presente una sola donna (Elsa Morante) e non veniva riconosciuto il ruolo fondamentale di molte altre scrittrici, come Sibilla Aleramo e Grazia Deledda. Il secondo è dovuto alla chiusura di alcuni corsi sulla storia delle donne, sui gender studies, sugli studi post coloniali a seguito dei tagli all'FFO, andando a ridurre un'offerta formativa sui temi che non è mai stata particolarmente ricca.

 

Un'azione profonda per il contrasto al patriarcato, al sessismo e alla trans-omofobia non può prescindere da un cambiamento radicale delle scuole e delle università, delle loro regole interne, a partire da ciò che si studia e si ricerca. Solo così i luoghi della formazione possono essere luoghi di liberazione e di emancipazione e non di consolidamento dell'esistente.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 17 Maggio 2013 09:23 )
 


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