La nostra è una città di 200mila abitanti con un’università di 70mila studenti, una proporzione che mette in luce come questa città si fondi sulla popolazione studentesca, dal punto di vista sociale, culturale ed economico. Oltre infatti ad animare quotidianamente la città con le loro idee, a renderla più viva ogni giorno, a dare vita a un’enorme offerta di cultura, associazionismo e volontariato, gli studenti contribuiscono in maniera determinante allo sviluppo dell’economia cittadina.
Eppure la politica locale tende a sottovalutare questo contributo, preferendo la denigrazione costante degli studenti, definendoli incivili, irrispettosi, irriguardosi verso la città, i suoi spazi ed i suoi abitanti. Forse si dimentica di quanto gli studenti siano essenziali per la vita economica, sociale e culturale della città.
Chiediamo all’amministrazione comunale, ai partiti, alle associazioni, all’università, alla società civile di mettere da parte gli attacchi strumentali e di iniziare un percorso di confronto perché la città di Padova sia sentita come un bene comune, condiviso da tutti, residente e studente, da gestire assieme per un maggior benessere della collettività.
Quest’autunno quando camminavamo nei cortei, quando bloccavamo pacificamente la città per chiedere un futuro all’altezza dei nostri sogni, sentendo intorno a noi la solidarietà dei padovani, gridavamo “SENZA NOI PADOVA MUORE”. Noi ne siamo ancora convinti. Non lo consideriamo solo uno slogan. Crediamo che senza gli studenti Padova economicamente, culturalmente e socialmente smetterebbe di respirare.
Chiediamo che invece di occuparci di noi studenti solo per la “questione spritz”, invece di considerarci solo come un problema di ordine pubblico, venga messa all’ordine del giorno la questione del rapporto fra studenti e città, con la partecipazione di tutti. Una grande questione sociale, che ne attraversa molte altre: il lavoro, la casa, il welfare, i servizi, gli spazi sociali e culturali.
Per questo decidiamo di ripetere con convinzione che senza noi Padova muore. Da tempo ci lamentiamo che per la città siamo solo consumatori: non valgono le nostre idee, non valgono le attività culturali che produciamo volontariamente e gratuitamente ogni giorno nelle nostre associazioni, valgono solo i soldi che spendiamo nei bar, nelle librerie, nelle copisterie.
Bene, allora partiamo da lì: scriviamolo sui soldi, facciamolo pesare: SENZA NOI PADOVA MUORE.
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