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Non si può manifestare a Francoforte

Giovedì 17 Maggio 2012 20:46 Delgiu
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Oggi è stata la prima giornata di azioni e proteste di Blockupy Frankfurt contro le politiche di austerity europee. Migliaia di manifestanti sono accorsi da tutta la Germania e l'Europa nel luogo che meglio le può rappresentare: la città che ospita la sede della Banca Centrale Europea.

La città di Francoforte è diventata in questi mesi il simbolo di un potere finanziario che limita la democrazia di molti paesi europei, impone lo smantellamento dei sistemi di welfare e si erge a giudice delle politiche degli stati europei, promuovendo solo coloro che si adeguano alle sue direttive. Oggi quello stesso potere finanziario dice anche che protestare non è possibile, che il dissenso è un reato e deve essere impedito.

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La mafia uccide, ma non elimina, non vince.

Mercoledì 09 Maggio 2012 16:40 Riccardo Laterza
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La mafia uccide. Nonostante qualcuno si ostini ancora a dire che non è così, la mafia uccide.

Uccide prima di tutto chi si arrende ad essa, chi si rassegna a vedere la propria terra stuprata da interessi economici, dalla violenza, dalla legge della giungla, del più forte, che spicca sulla parola, sul confronto democratico, sulla volontà di far crescere il territorio.

La mafia uccide, ma non elimina, non vince.

Non elimina, e non potrà mai farlo, il ricordo. Ricordo di attimi, di volti, di parole, di gesti seriosi oppure vivaci, satirici, irriverenti.


Non può eliminare esempi come Peppino Impastato. Nonostante i depistaggi, le minacce ai familiari nel corso degli anni, le tracce di invciviltà umana, di non pentimento. Non potrà eliminare il ricordo e l’esempio di chi ha scelto di combatterla, mettendo a rischio la propria vita, ma soprattutto creando aggregazione attorno a una tematica difficile, soprattutto quando si tratta di un paese a pochi chilometri da Palermo, e quando si appartiene a una famiglia mafiosa.


Non dev’essere facile combattere prima di tutto la propria famiglia, prima ancora che un’organizzazione criminale


il 9 maggio 1978 non è solamente la data del ritrovamento di Aldo Moro, del lutto per lo statista ucciso dalle BR, ma anche quella del ritrovamento dei resti di Peppino Impastato.

Peppino, classe 1948, aveva detto “basta” alla mafia, alla propria famiglia che vi apparteneva, a un sistema culturale arretrato e violento, oppure che non aveva la forza e il coraggio di sollevarsi contro chi imponeva la propria forza, spesso omicida.


A 30 anni ha pagato la propria scelta, consegnando la propria vita, ma non il proprio esempio, che neanche con depistaggi nelle indagini si è riusciti a scalfire, ma che anzi ha dato nuovo coraggio, a Felicia per prima, la madre, che si ribella a chi le aveva portato via il figlio. A Giovanni, il fratello minore, che con coraggio ha portato la storia di Peppino avanti nel tempo. Ai Compagni di sempre, che hanno lottato, uniti, contro chi si era scagliato brutalmente contro Peppino, vedendo proprio nella sua irriverenza, la minaccia più grande.


A 34 anni di distanza, Peppino Impastato è ancora vivo, col suo esempio di lotta alla mafia, a chi distrugge, senza pietà, tutto.

Il suo esempio, vivo nel cuore di migliaia di studentesse e studenti, deve essere portato con maggiore forza nei luoghi di formazione. La mafia uccide, lo fa ancora, ma non può eliminare la bellezza delle nostre idee.

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 15 Maggio 2012 13:05
 

Not in our name! Il 1° Maggio a Torino

Mercoledì 02 Maggio 2012 15:00 Riccardo Laterza
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Oggi, 1 maggio 2012, siamo scesi in piazza per portare l'attenzione su scuola, università, precarietà e mondo del lavoro. La data, che non rappresenta per noi solo una ricorrenza, quest'anno assume ulteriore significato alla luce della riforma del mercato del lavoro proposta dal ministro Fornero e dall'esecutivo Monti.

Tale riforma rappresenta un attacco ai diritti dei lavoratori, più volte messi in discussione dalle politiche dei governi che si sono succeduti in questi anni e dalle decisioni di importanti aziende, su tutte la FIAT, che hanno provato nei loro stabilimenti a restringere gli spazi di azione democratica, di rappresentanza sindacale e di dissenso rispetto a politiche in linea con la fallimentare ideologia dominante.

Non si fa inoltre nulla per risolvere il dramma della precarietà, che soprattutto negli ultimi dieci anni affligge il paese: le 46 tipologie contrattuali restano intatte e vengono anzi diminuite le tutele, come dimostra la mutilazione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Gli ammortizzatori sociali proposti, e ci riferiamo all'istituzione dell'ASPI, sono poi assolutamente insufficienti per tutelare lavoratori e famiglie in un momento in cui la crisi si fa particolarmente aspra con le scelte del governo che rischiano di rivelarsi pesantemente recessive invece che rilanciare il paese.

La scuola vede oggi ripresentarsi la proposta di legge Aprea, che, con il passaggio dai consigli di istituto ai consigli d'autonomia, intende introdurre i privati nella gestione delle scuole pubbliche: riteniamo questa una pericolosa ingerenzqa degli interessi commerciali rispetto al ruolo che la scola pubblica dovrebbe avere nella formazione di cittadini consapevoli ed indipendenti.

Contemporaneamente il ministro Profumo sta portando avanti, tramite decreti, l'attuazione della legge Gelmini a cui si somma la proposta di abolire il valore legale del titolo di studio, provvedimento che determinerebbe, tramite una classifica delle università compilata dall'ANVUR, una differenziazione delle lauree non in base alla formazione dello studente ma rispetto al luogo in cui la laurea verrà conseguita. Questo legittimerà gli atenei ritenuti migliori ad aumentare le tasse in maniera indiscriminata, imponendo una barriera classista al mondo dell'istruzione universitaria.

Tutti questi provvedimenti si inquadrano in un'unica linea di intervento che rende i luoghi della formazione elitari, confinando dunque la maggior parte della popolazione in quell'ampia fascia di lavoratori dequalificati che ogni giorno si affaccia al mondo del lavoro. Risulta chiaro dunque come la retorica che vuole questa riforma del mercato del lavoro fatta per noi giovani, per risolvere il dualismo tra precari e garantiti, sia assolutamente falsa e mistificatoria.

Gli interventi dal microfono di oggi, oltre a toccare questi temi, si sono articolati anche intorno ai temi dell'alta velocità, dei trasporti pubblici, della esternalizzazione dei servizi degli asili nido e dei diritti dei migranti, in vista della marcia europea dei sans papiers.

Denunciamo infine l'irresponsabile ed inadeguata gestione della piazza da parte delle forze dell'ordine che hanno ripetutamente caricato parte dei manifestanti, a cui va tutta la nostra solidarietà, con una violenza smodata e assolutamente non giustificabile, intervenendo direttamente su uno spezzone del corteo.


Torino, Martedì 1 Maggio 2012

LaSt - Laboratorio Studentesco

SI - Studenti Indipendenti

Officine Corsare

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Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Maggio 2012 11:34
 

Roma: blitz notturno degli studenti al MIUR

Lunedì 23 Aprile 2012 19:28 Riccardo Laterza
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Stanotte alle ore 03.00 il Ministero dell’Istruzione è stato ricoperto da rotoli di carta igienica timbrati con la scritta ‘Titoli di studio o carta straccia?’. L’ azione dimostrativa, organizzata da Link Roma, vuole porre l’ attenzione sullo scottante tema dell’abolizione del valore legale del titolo di studio.

Dopo la proposta di abolizione, avanzata nei mesi scorsi all'interno del decreto semplificazioni dal Governo , numerose sono state le proteste degli studenti che hanno portato l’ Esecutivo a ritirare quella proposta e ad avviare una consultazione online su tale tematica partita il 22 marzo.

Tuttavia il questionario preparato dal Ministero risulta essere una vera e propria truffa, la stessa formulazione delle domande palesa la volontà governativa di orientare le risposte verso l’ assenso a tale abolizione. Ciò è ancor più grave se si tiene conto del fatto che si tratta di una tematica di fondamentale importanza; infatti l’ abolizione del valore legale del titolo di studio creerebbe una dualità all’interno del sistema formativo con poli universitari eccellenti ma costosissimi e università scadenti ma economiche. Insomma il merito dello studente perderebbe valore in favore della reputazione dell’Ateneo da cui proviene, rendendo le nostre lauree carta straccia.

Come studenti e studentesse che in questi anni si sono mobilitati contro la distruzione dell'università abbiamo però deciso di sfidare il ministero sul terreno della democrazia e abbiamo elaborato un prontuario delle risposte al questionario per riuscire a spiegare agli studenti come votare per difendere il valore legale della laurea; abbiamo quindi organizzato volantinaggi, assemblee e banchetti informativi davanti a tutte le facoltà in modo da spingere ad un voto consapevole più studenti possibili, siamo lieti che i primi risultati parziali usciti ieri su vari quotidiani diano un risultato negativo all'abolizione.


Siamo stupiti di come questo governo sui temi di scuola e università stia sviluppando delle politiche in assoluta continuità con quelle dell'esecutivo precedente, lo dimostra la proposta di abolizione del valore legale del titolo di studio, la volontà di privatizzare i consigli d'istituto, le decisioni sull'aumento delle tasse per l'università.


Per queste ragioni il 23 Aprile, Link Roma e Uds Roma, hanno convocato un presidio davanti al Ministero dell’ Istruzione per le ore 15.00, invitando tutte le realtà del mondo della formazione a partecipare.


Saremo sotto al ministero per difendere ancora una volta l’ università e la scuola pubblica, per ribadire la nostra contrarietà all’ aumento delle tasse universitarie previste dai decreti attuativi della riforma Gelmini, per contestare il pdl Aprea sulla privatizzazione delle scuole e per proporre il Contro-Questionario sul valore legale del titolo di studio, infatti davanti alla truffa della consultazione governativa vogliamo sfidare il Ministro Profumo sul terreno della democrazia.

Link Roma

Uds Roma


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Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Maggio 2012 12:40
 

Torino: centinaia di studenti in corteo, occupata l'INPS

Lunedì 23 Aprile 2012 19:22 Riccardo Laterza
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Oggi, 23 aprile 2012, studenti e studentesse delle scuole e dell'università di Torino sono tornati in piazza con un corteo che ha attraversato le vie del centro, portando rivendicazioni riguardo il mondo dell'istruzione pubblica, oggi più che mai sotto attacco da parte del nuovo governo, pienamente in continuità con l'esecutivo che l'ha preceduto.

La giornata di oggi è stata caratterizzata da varie azioni in diversi luoghi significativi per le istanze della protesta, riguardanti, oltre alla formazione, anche il lavoro, la precarietà e il welfare.

Partito da Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, il corteo si è subito diretto in Rettorato dove si stava svolgendo una seduta del Senato Accademico.

Gli studenti si sono rivolti all'Ateneo torinese per annunciare una grande battaglia qualora si verifichi l'intenzione di seguire le direttive ministeriali, che vanno nella direzione dell'aumento delle tasse e quindi della distruzione dell'università pubblica come luogo di formazione di massa, con l'abolizione del valore legale della laurea e l'istituzione di un ranking tra i vari atenei che introdurrebbe un elemento discriminatorio tra gli stessi.

Il corteo, dopo aver attaccato uno striscione alle balconate del Rettorato è poi proseguito occupando le strade verso la sede del MIUR, per andare a contestare le scelte ministeriali che vanno a colpire tanto l'università quanto la scuola pubblica. Un eccessivo dispiegamento di forze di polizia ha accompagnato gli studenti lungo tutto il percorso, impedendo poi l'accesso alla sede del Ministero con un fitto cordone di uomini in anti-sommossa.

Gli studenti si sono dunque diretti molto velocemente verso l'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) riuscendo a smarcarsi dalla pressione della polizia. Una volta entrati hanno poi dimostrato come non portassero solo rivendicazioni prettamente studentesche, intervenendo anche sulla riforma delle pensioni e sulla demolizione del welfare state in Italia, portata avanti dal governo Monti.

Si sono poi riuniti in assemblea in Piazza Castello, davanti ad una Regione blindata da un impressionante dispiego di forze dell'ordine, lasciando spazio anche agli interventi dei NoTav in digiuno e dei migranti in presidio sotto la prefettura.

Di centrale importanza negli interventi è stata la vergognosa situazione delle borse di studio in Piemonte, drasticamente ridotte nell'erogazione dalla giunta Cota.

Dopo essersi uniti al presidio dei migranti, una delegazione di studenti ha proseguito per tornare al MIUR dove è stata ricevuta portando le rivendicazioni che hanno caratterizzato la giornata: ritiro del progetto di legge Aprea, aumento dei fondi per l'edilizia scolastica, miglioramento dei servizi, cancellazione della legge Gelmini e conseguente ritiro dei decreti attuativi 436 e 437, mantenimento del valore legale del titolo di studio, eliminazione del finanziamento pubblico alle scuole private.

Per l'ennesima volta non siamo stati ascoltati, prendiamo quindi  atto della sordità delle istituzioni alle nostre istanze di cambiamento.

La nostra lotta prosegue rilanciando su due date fondamentali: la fiaccolata del 24 aprile per ribadire i valori della resistenza e dell'antifascismo e il 1 maggio, data cruciale in un anno come questo, che vede rimessi in discussione i diritti fondamentali dei lavoratori conquistati in anni di lotte.


CONTRATTO, WELFARE, FORMAZIONE

UNITE LE LOTTE PER UNA NUOVA STAGIONE


LaSt Laboratorio Studentesco

SI Studenti Indipendenti


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Maggio 2012 15:07
 


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